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ACONCAGUA (6962M)

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L'Aconcagua è la cima più alta d'America e fa parte del circuito delle 7 cime che consiste nello scalare le montagne più alte di ogni continente quindi è una meta molto ambita e richiama alpinisti da ogni parte del mondo.

Non presenta, per la via normale di Nord-Ovest, nessuna difficoltà tecnica ma necessita di una buona preparazione fisica, una ottima acclimatazione  ed una ottima attrezzatura per temperature molto fredde (-40°C).

In prossimità della vetta per buona temperatura si considera -20°C accompagnata dalla costante vento ci si può immaginare la percezione quale può essere.

Passiamo a parlare della mia esperienza premettendo subito che non sono arrivato in cima a causa di vento con raffiche violente e temperatura a

- 37°C a quota 6100m

Partenza da Milano Malpensa con IBERIA per Madrid quindi Santiago del Cile e Mendoza.   Arrivo a Mendoza dove un giorno è utile per verificare di non aver dimenticato niente anche se i negozi di attrezzatura sportiva non sono all'altezza dei nostri e per fare i permessi per la salita all'ufficio del Parco Aconcagua.   I prezzi dei permessi variano tra la bassa stagione (fino al 13/12) con $ 360 all'alta stagione (fino al 30/1) con $500.

2° giorno  ci si trasferisce a Puente del Inca (2725 m) 

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in pulman dove ci si può sistemare in Hostal 

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e dove possiamo prendere contatto per far spedire il grosso del materiale ai campi base a dorso di mulo.  Il mulo porta un carico di 60 Kg al costo di $ 120 però bisogna accordarci per dividere il carico con una parte a Confluencia ed una a Plaza de Mulas.

3° giorno ingresso al parco 

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ed inizio del trekking (consigliabili scarpe comode basse) della prima parte di 10 Km fino al campo intermedio Confluencia (3300 m)

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dove passiamo subito al primo controllo documenti e visita medica dal dottore di turno.   Non bisogna sottovalutare questo passaggio perchè i dottori sono molto severi e se non si rientra nei valori di pressione sanguigna, saturazione di ossigeno e battiti cardiaci ci rispediscono indietro.    Passiamo a montare la nostra tenda arrivata con il mulo e ci fermiamo 2 notti.

4° giorno  trekking fino a Plaza de Francia (4000m) per favorire l'acclimatazione e per ammirare la parete Sud dell'Aconcagua

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5° giorno Partenza per il campo base di Plaza de Mulas (4280m).  Trekking molto lungo (18 Km) 

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su terreno in parte sabbioso che ci impegna per circa 8 ore.   Arrivati all'ingresso del campo base ci aspettano i soliti controlli dei permessi e le visite sempre più accurate.  Nel frattempo arriva un elicottero che preleva una persona in ipotermia e parecchi congelamenti che aveva contratto nella notte trascorsa in quota all'aperto essendosi perso lungo la discesa. Da qui la decisione di unirci ad una agenzia della quale avevamo già affittati i servizi di logistica per avere in comune una guida soprattutto in caso di nebbia.    Infatti tutti i pomeriggi verso le 2 arrivano le nuvole sulla vetta e può diventare difficile ritrovare il sentiero di discesa.    Ci scegliamo una piazzola e montiamo la tenda che è arrivata sui velocissimi muli.

6° giorno Riposiamo e ci godiamo il sole (se c'è  ) del giorno che compenserà il freddo della notte.

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7° giorno Si inizia il programma di acclimatazione che consiste nel salire a quote più elevate per poi scendere a dormire al campo base.  Oggi saliamo su una vetta molto bella e ben visibile dalla nostra tenda il Cerro Bonete di 5005 m 

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in una giornata fantastica con sole e aria fredda, traversando penitentes e salendo pietraie. 

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  Tempo stimato 5 ore noi però saliamo in 3 ore e mezza     comincia a prevalere l'ottimismo.

8° giorno   Riposo dopo una notte freddissima in tenda -7°C e fuori -25°C .   Un grosso problema al campo è quello di essere costretti a bere almeno 4 litri di acqua per aiutare il fisico ad acclimatarsi però di conseguenza la notte si è costretti a scendere per andare il bagno con tutti i relativi disagi.

9° giorno   Plaza de Mulas - Campo1 Canada (4910m)

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 e Nido de Condores (5250m) dove iniziamo a portarci parte dei viveri che ci saranno necessari quando saliremo.     Li lasciamo sotto alcune pietre in modo che il forte vento non ce le disperda.

10°   giorno Le previsioni a 3/4 giorni non sono buone quindi bisogna accelerare sul programma.   Con l'aiuto di un portatore risaliamo diretti a Nido de Condores dove contiamo di partire diretti per la vetta il giorno dopo.   In questo modo recuperiamo 2 giorni in cui il tempo dovrebbe essere discreto e noi stiamo bene quindi non dovremmo avere problemi di acclimatazione ma quello che temiamo di più sono i 1440m di dislivello da Nido de Condores alla vetta.

11°  giorno  notte freddissima  ma le previsioni non lasciano scampo.  Si parte e si raggiunge il 3° Campo Berlìn (5900m)    Continua il vento a raffiche e freddo -37°C.     Proseguiamo fino ad un raggruppamento di tende sopra il Berlìn.               Tutto diventa difficile, non si possono far foto per non togliere le moffole di piumino ed estrarre la macchina fotografica da sotto la giacca, non ci si può fermare a riprendere fiato oltre i 2 minuti perchè il freddo morde in ogni parte del corpo.    Una guida con degli americani comincia a star male di stomaco e decide di scendere poco dopo anche noi con degli inglesi prendiamo questa dolorosa decisione.    Si scende e con l'aiuto del portatore scendiamo anche la tenda fino al campo base dove dormiamo l'ultima notte della nostra avventura

12°  giorno   trekking lunghissimo fino a Puente del Inca  (38 Km) quindi transfer a Mendoza in un hotel con il caldo estivo della città

IMPRESSIONI PERSONALI:

Dovessi ripetere l'esperienza non mi affiderei più ad alcuna agenzia ma tramite internet mi prenoterei un buon letto nell'albergo a Plaza de Mulas

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per evitare lo stress del periodo di acclimatazione riposando meglio.

I viveri che sono abituati loro sono assurdi, basti pensare che per 4 giorni in 3 persone vogliono trasportare 24 Kg di commestibili mentre con i nostri cibi liofilizzati con 4 kg sono più che sufficienti.

La guida, che può comunque essere una garanzia specialmente dopo il 3° campo del Berlìn dove l'itinerario comincia a girare in mezzo a grossi massi, si può comunque prendere lo stesso anche telefonicamente dall'Hotel.

In questo modo ci si può personalizzare meglio il programma in base al proprio stato fisico del momento e non si è legati a schemi ferrei di salita dove tutto deve seguire il programma dimenticandoci che la montagna va scalata quando lo decide lei e non quando la decisione viene dall'agenzia.

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