{"id":866,"date":"2011-04-01T16:27:21","date_gmt":"2011-04-01T16:27:21","guid":{"rendered":"https:\/\/parodivalter.com\/Nuovosito\/index.php\/2011\/04\/01\/rocca-da-ciappa\/"},"modified":"2026-03-25T10:02:24","modified_gmt":"2026-03-25T10:02:24","slug":"rocca-da-ciappa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/parodivalter.com\/Nuovosito\/rocca-da-ciappa\/","title":{"rendered":"Rocca da Ciappa"},"content":{"rendered":"<table border=\"0\" cellpadding=\"0\" cellspacing=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><span style=\"font-family: Arial,Helvetica;\" face=\"Arial, Helvetica\"> <\/span><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<table dir=\"ltr\" border=\"0\" cellpadding=\"0\" cellspacing=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"1%\"><span style=\"font-family: Arial,Helvetica;\" face=\"Arial, Helvetica\"> <\/span><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"24\"><\/td>\n<td valign=\"top\"><span style=\"font-family: Arial,Helvetica;\" face=\"Arial, Helvetica\"><\/p>\n<h1 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #000000;\"><b><span style=\"font-size: large;\" color=\"#ff0000\" size=\"5\">ROCCA DA CIAPPA<\/span><\/b><span style=\"font-size: 16pt;\"> <span color=\"#ff0000\">(945 m)<\/span><\/span><\/span><\/h1>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\" color=\"#ff0000\"><b>ATTENZIONE: <span style=\"text-decoration: underline;\">LA VIA DI ARRAMPICATA \u00e8 STATA  CHIUSA DALLE AUTORIT\u00e0 DEL PARCO DEL BEIGUA PER NIDIFICAZIONE DI RAPACI&nbsp; SI  TRATTA DI UNA ZONA SUPERPROTETTA<\/span><\/b><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 16pt; font-weight: bold;\">Per lo  sperone sud-ovest<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\" size=\"4\"><span style=\"font-weight: bold;\">Questa relazione  \u00e8 di Andrea Parodi che gentilmente mi ha dato la possibilit\u00e0 di  pubblicarla<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\" size=\"4\"><span style=\"font-weight: bold;\"><br \/><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-865\" alt=\"Ciappa\" style=\"display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;\" src=\"https:\/\/parodivalter.com\/Nuovosito\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/Ciappa-a0d.jpg\" height=\"835\" width=\"600\" srcset=\"https:\/\/parodivalter.com\/Nuovosito\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/Ciappa-a0d.jpg 721w, https:\/\/parodivalter.com\/Nuovosito\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/Ciappa-a0d-216x300.jpg 216w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/p>\n<p align=\"center\">\u00a0<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12pt;\">La Rocca da Ciappa \u00e8 un bel picco roccioso che s\u2019innalza dal  contrafforte meridionale del Monte Argent\u00e9a, sporgendosi con balze strapiombanti  sull\u2019alto vallone del Rio di Lerca. Verso sud-ovest, la Rocca da Ciappa protende  un lungo sperone roccioso, assai articolato, che scende fino ai boschi  soprastanti la Casa Seg\u00e1ge.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12pt;\">Gi\u00e0 nei decenni passati le balze rocciose della Rocca da  Ciappa furono visitate da sporadici alpinisti. In un articolo sulla Rivista  della Sezione Ligure del CAI (anno 1984, n. 2), Gianni Pastine parla di una via  di alpinismo facile sul versante nord-ovest della Rocca da Ciappa (chiamandola  erroneamente Rocca Negra). Nelle mie prime ricognizioni sullo sperone sud-ovest  della rocca, ho trovato due vecchissimi chiodi corrosi dalla ruggine sul risalto  verticale sotto la vetta.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12pt;\">Il 16 febbraio 2005 ho percorso integralmente sul filo di  cresta il lungo sperone, con gli amici Giancarlo, Attilio e Maria del CAI  d\u2019Arenzano. In seguito sono tornato con Attilio ed altri amici a migliorare la  chiodatura della via, a pulire il percorso da rami ed arbusti e a segnalarlo con  strisce di vernice bianca. \u00c8 risultato un itinerario alpinistico assai  interessante.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12pt;\">Come spesso accade sui contrafforti del Monte Rama e dello  stesso Argent\u00e9a, le difficolt\u00e0 sono discontinue. In alcuni tratti del percorso  si cammina o si arrampica su rocce elementari, ma ci sono anche parecchie  lunghezze di corda che offrono un\u2019arrampicata molto elegante ed aerea su roccia  buona. In pi\u00f9 l\u2019ambiente \u00e8 bellissimo, selvaggio e panoramico. In caso di  necessit\u00e0 la salita pu\u00f2 essere interrotta senza problemi in vari punti, dai  quali si pu\u00f2 scendere a valle per pendii erbosi o facili canali.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12pt;\">La parte bassa della via \u00e8 rivolta a sud, perci\u00f2 prende il  sole gi\u00e0 di mattino; le parti superiori prendono il sole pi\u00f9 tardi e sono pi\u00f9  esposte al vento. I periodi migliori per salire lo sperone sono l\u2019autunno e  l\u2019inizio della primavera. Tuttavia, nelle belle giornate con calma di vento, la  scalata pu\u00f2 essere affrontata senza sofferenza anche in pieno inverno.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12pt;\"><b>Difficolt\u00e0:<\/b> AD discontinuo, con un passo di IV+.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12pt;\"><b>Roccia:<\/b> serpentinite, per lo pi\u00f9 buona.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12pt;\"><b>Dislivello dall\u2019attacco alla vetta:<\/b> 250 m circa.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12pt;\"><b>Materiale utile:<\/b> fettucce lunghe, una serie di nut,  alcuni chiodi. \u00c8 sufficiente una corda lunga 30 metri. I chiodi citati nella  relazione sono quelli lasciati in posto.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12pt;\"><b> <\/b><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12pt;\"><b>Accesso stradale:<\/b> dal casello di Arenzano  dell\u2019autostrada Genova-Ventimiglia si gira a destra per Cogoleto. Dopo poche  centinaia di metri, appena superato il valico della Colletta, si prende a destra  una strada che scende in Val Lerone. Superati alcuni insediamenti industriali,  la rotabile risale la valle, poi attraversa il torrente su un ponte in localit\u00e0  Motta (ex cartiera). Salendo con alcuni tornanti si arriva alla frazione Campo  dove si lascia l\u2019auto.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12pt;\"><b>Avvicinamento:<\/b> dalla frazione Campo (130 m circa) si  prende una carrareccia (segnavia \u201ctriangolo rosso pieno\u201d) che sale con alcuni  tornanti, fino su un crinale dove la vista si apre all\u2019improvviso sul vallone  del Rio di Lerca con il Bric Camul\u00e0 e il Monte Rama. La carrareccia sale sul  lato sinistro idrografico del vallone. Dopo circa 1 km, a quota 350 circa, si  abbandona la strada per proseguire a destra sul sentiero segnalato con il  triangolo rosso. Tagliando a mezza costa sotto i contrafforti rocciosi delle  punte Tuschetti e Querzola, si arriva sul prato del Piano delle Seg\u00e1ge. Poco pi\u00f9  in alto, a quota 637, si trova la Casa Seg\u00e1ge, un casolare di pietra che pu\u00f2  offrire riparo in caso di maltempo. Qui si abbandona il sentiero con il  triangolo rosso. Andando a destra sul prato per 10-15 metri si giunge all\u2019inizio  di un sentierino che, passando per una breccia del muretto di pietre, sale verso  nord-est tra alberi ed arbusti. Seguendo i segnavia bianchi, si sale per il  sentierino fino a quota 700 circa, poi si taglia a sinistra un pendio erboso  coperto di pini, e si raggiunge un terrazzo sul contrafforte roccioso che  affonda le sue radici nel bosco (1.30 ore circa dall\u2019auto).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12pt;\"><b>Arrampicata:<\/b><\/span><\/p>\n<ol>\n<li><span style=\"font-size: 12pt;\">1)Si parte da un terrazzino erboso con chiodo di sosta. Si sale per alcuni  metri su placca inclinata (II), poi si affronta un muro verticale alto quattro  metri circa (IV+, un nut e due chiodi). Si esce quindi su una cresta inclinata,  ma assai affilata, che si segue (III) fino sotto il secondo risalto (30 m, un  chiodo di sosta).<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-size: 12pt;\">2)Si vince il secondo risalto (III+, un chiodo) e si prosegue sulla cresta  inclinata, fino ad uno spuntone che precede il terzo risalto (25 m).<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-size: 12pt;\">3)Il terzo risalto \u00e8 costituito da un bel muro alto otto metri circa, che  si sale direttamente (IV, un chiodo e uno spit). Si giunge cos\u00ec su un\u2019ampia  terrazza ai piedi del quarto risalto.<\/span><\/li>\n<\/ol>\n<p><span style=\"font-size: 12pt;\">Qui termina il primo tratto di arrampicata, perch\u00e9 il quarto  risalto \u00e8 solo uno spuntone isolato che si aggira a sinistra. Camminando sul  crinale tra massi e arbusti (segnavia bianchi), si sale ad una spalla della  cresta principale con erba e pini. Si prosegue in salita per il crestone  alberato, fino alla base di un bel pilastro verticale.<\/span><\/p>\n<ol>\n<li><span style=\"font-size: 12pt;\">4)Si attacca il pilastro sulla destra e si sale dritti per rocce articolate  fino alla sua sommit\u00e0 (III+, un chiodo, 30 m).<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-size: 12pt;\">5)Procedendo in cresta si supera con divertante arrampicata un risalto di  rocce gradinate (II e III, 30 m).<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-size: 12pt;\">6)Si prosegue sull\u2019aerea cresta e, giunti ad un piccolo intaglio, si sale  su uno spuntone affilato (III, esposto) poi si scende sull\u2019altro lato per facili  rocce gradinate, fino ad una piatta sella erbosa.<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-size: 12pt;\">7)Si attacca un muro gradinato. Con un passo atletico (III+) si sale sul  primo gradino, poi si traversa brevemente a sinistra (III+) per prendere rocce  articolate che portano sul soprastante ripiano (20 m, sosta su alberello).<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-size: 12pt;\">8)Si entra in un piccolo anfiteatro cosparso di massi, dove convergono i  due rami inferiori della cresta. Si sale al centro per gradini e poi per una  fessura-camino (III-) che porta ad una forcella (15 metri, sosta su  alberello).<\/span><\/li>\n<\/ol>\n<p><span style=\"font-size: 12pt;\">Da qui si prosegue lungamente su cresta inclinata (segnavia  bianchi) tra blocchi rocciosi e arbusti, superando facilmente brevi risalti.<\/span><\/p>\n<ol>\n<li><span style=\"font-size: 12pt;\">9)Una breve placca inclinata conduce (II+) su una spalla erbosa, in vista  del tozzo torrione che costituisce la vetta.<\/span><\/li>\n<\/ol>\n<p><span style=\"font-size: 12pt;\">Seguendo i segnavia bianchi si cammina sull\u2019ampia cresta  erbosa punteggiata di pini, fino alla base del torrione terminale, che si  attacca sulla destra.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-indent: -18pt; margin-left: 18pt;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">10)<span style=\"font-variant: normal; font-style: normal; font-family: Times New Roman; font-weight: normal;\"> Si sale per una rampa erbosa obliqua a sinistra. Dopo alcuni metri si  piega a destra per rimontare un muro di rocce articolate miste ad erba (III-,  blocchi instabili). Si giunge cosi su una cengia con chiodo di sosta (20 m).<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-indent: -18pt; margin-left: 18pt;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">11)<span style=\"font-variant: normal; font-style: normal; font-family: Times New Roman; font-weight: normal;\"> Superando un breve muro sulla destra (passo di IV-) si guadagna un  terrazzino sullo spigolo del torrione. Poi, piegando ancora a destra (a sinistra  ci sono grossi blocchi instabili), si vince un ultimo strapiombetto (III+, un  chiodo) e si sbuca su una grande terrazza (15 metri, sosta su alberello).<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12pt;\">Si contorna a sinistra l\u2019ultima balza seguendo una rampa  erbosa. Superata una strozzatura esposta che richiede un po\u2019 di attenzione, si  continua per la rampa obliqua fino a sbucare sulla vetta (945 m), costituita da  una cresta che strapiomba sul lato nord-ovest, mentre scende erbosa e inclinata  sul lato sud-est.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12pt;\"><b>Discesa:<\/b> Si scende per erba e lastroni inclinati per  il versante sud-est, giungendo in breve nella bella conca prativa tra la Rocca  da Ciappa e la Rocca Negra. Qui s\u2019incontra il sentiero segnalato con la stella  bianca (via diretta all\u2019Argent\u00e9a). Seguendolo verso sud si contorna ad oriente  la vetta della Rocca Turchina, poi si perde quota abbastanza velocemente. A  quota 300 circa s\u2019incontra il sentiero \u201cdell\u2019Ingegnere\u201d, che si percorre verso  destra per 200 metri. Poi si riprende la discesa a sinistra, fino a sbucare  sulla carrareccia gi\u00e0 seguita nell\u2019avvicinamento, che riporta in breve alla  frazione Campo (1.30 ore circa dalla vetta).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12pt;\">(Andrea Parodi, 30 ottobre 2005)<\/span><\/p>\n<p><\/span><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROCCA DA CIAPPA (945 m) ATTENZIONE: LA VIA DI ARRAMPICATA \u00e8 STATA CHIUSA DALLE AUTORIT\u00e0 DEL PARCO DEL BEIGUA PER 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